
L'ingresso degli studenti nel Consiglio ha provocato delle strane reazioni i rappresentanti degli studenti hanno "giustamente" abbandonato la seduto (ovvio se si rappresentano da soli che ci stiamo a fare qui? si saranno detti), qualcuno fra i docenti non gradendo l' "abuso subito" hanno pensato bene di abbandonare la seduta con fare lesto ed evidente disappunto. Dopo un'interessante discussione tutti sembravano convinti delle ragioni che ci hanno portato a proporre il blocco della didattica fino al 14 novembre (ratificato nell'assemblea di mercoledì). Peccato che quando l'aula si è svuotata, e l'assemblea si è ritrasformato in un Consiglio di Facoltà per deliberare, qualcuno abbia fatto notare la sua contrarietà al blocco della didattica.
Alla fine, ne è venuto fuori che:
- il consiglio presenterà una mozione in cui si chiederà al Rettore di convocare un Senato accademico in cui si discuti la L.133 entro il 13 di novembre, se così non fosse il preside ed i presidenti dei corsi di laurea rassegneranno le loro dimissioni;
- due assemblee di Facoltà che si svolgeranno Mercoledì 5 e Mercoledì 12 novembre durante le quale tutte le componenti della facoltà saranno chiamate a partecipare.
Naturalmente il "misero bottino" non ha affatto sodisfatto le nostre richieste, ed è per questo che la PRESIDENZA RESTA ANCORA OCCUPATA e si stà riflettendo su eventuali altri azioni di protesta da intraprendere.
Alla fine, ne è venuto fuori che:
- il consiglio presenterà una mozione in cui si chiederà al Rettore di convocare un Senato accademico in cui si discuti la L.133 entro il 13 di novembre, se così non fosse il preside ed i presidenti dei corsi di laurea rassegneranno le loro dimissioni;
- due assemblee di Facoltà che si svolgeranno Mercoledì 5 e Mercoledì 12 novembre durante le quale tutte le componenti della facoltà saranno chiamate a partecipare.
Naturalmente il "misero bottino" non ha affatto sodisfatto le nostre richieste, ed è per questo che la PRESIDENZA RESTA ANCORA OCCUPATA e si stà riflettendo su eventuali altri azioni di protesta da intraprendere.
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